“Infinite Arms” : ultimo album firmato Band Of Horses

Posted: 21 gennaio 2011 by gabrielesenzabavaglio in musica e cinema
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( di Ofelia Colaci) Come poter discutere di una band che vanta una discografia, anche se composta da soli tre album, che è un connubio fra invettiva e tecnica? I Band of  Horses sono giunti al loro ultimo album, Infinite Arms, che lascia quasi un senso di incompletezza rispetto agli album precedenti, “Everything all the time” e “Cease to begin” . Una band senza riserve, grandiosi anche nel loro pezzo più semplice, come per esempio “our swords” appartenente al loro primo album, un conglomerato di malinconia e colore i loro brani, impossibile non riuscire ad apprezzarli, ogni singola nota riesce a catturare nel profondo chi li ascolta, è forse questa una delle loro peculiarità. E se solitamente è il secondo album quello che potrebbe deludere il pubblico, nel loro caso è il terzo, che sembra quasi un rifacimento mal impostato di quel che hanno creato fino ad ora. L’album apre con “Factory” lasciando spazio ad ottime premesse, ritmi lenti e molto soffici, un pezzo che sembra più riflessivo, più maturo. Nonostante l’ottimo inizio seguono brani come “Laredo” , “Dilly”, che rispetto a quel che ci si aspetterebbe da una band del loro calibro sembrano quasi senza anima, non lasciano alcuna traccia del loro passaggio, ritmi strutturati quasi senza una sostanza, in ogni singolo brano sembra quasi non ci sia il minimo coinvolgimento, quanto  più si procede con l’ascolto, più un brano sembra simile all’altro, ritmi scoordinati fra loro, come se non avessero una loro unicità. Si contano veramente su una mano i pezzi che lasciano una forte impronta positiva  al resto, brani quali “Infinite Arms”, “On my way back home”, “Compliments” , che racchiudono la completezza di questa grandiosa band, sono brani che trascinano nel loro più profondo dalla prima nota fino all’ultima, a differenza di “Nw. Apt” o “Evening Kitchen” che sembrano solo di contorno, ascoltandoli sembrano perdere la loro musicalità, come se le varie parti dei brani fossero disconnesse l’un l’altra. Un lavoro non alla pari quindi “Infinite Arms” se paragonato ai due precedenti album,sembra quasi lo spettro della loro creatività.

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