(Caterina Sabato) Amerigo Verardi e Marco Ancona. La loro avventura comincia nel 2008 quando decidono di collaborare per la prima volta insieme in uno studio di registrazione. Il loro singolo Mano nella Mano conquista Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, che inserisce il pezzo nella compilation Il Paese è reale insieme ad altri singoli di importanti artisti dell’indie rock italiano. Prendono poi parte come opening-act ad alcune tappe del tour Voglio far qualcosa che serva- 2009. Il duo riscuote ovunque consensi.
Presto partono per un nuova serie di concerti per promuovere il loro primo album BOOTLEG – OLIANDO LA MACCHINA Live Tour 2009. L’album costituisce una sorta di souvenir del lungo tour d’esordio del duo iniziato nei primi mesi del 2009 e che sta continuando con numerose date in tutta Italia.Essenziali e psichedelici: Amerigo Verardi e Marco Ancona, ieri sera al Teatro Paisiello di Lecce, hanno regalato al pubblico una scarica di adrenalina imbevuta di rock e poesia.
Sul palco solo loro due, con le loro chitarre, viziate da effetti che incorniciano i loro suoni e le loro voci. Come due menestrelli del rock hanno cantato dell’amore, della vita precaria della nostra società … a tratti disillusi a tratti combattivi, decisi ad urlare il loro no allo squallore dilagante di tutto ciò che ci circonda.
Alla fine di tutto basta la musica a tentare di consolarci, a rendere tutto un po’ meno tragico.
Prima del concerto mi hanno concesso un’intervista:
Siete considerati storicamente tra gli artisti più influenti della scena underground salentina. Nel concorso lanciato dal Mei per eleggere il miglior brano indipendente del 2010 vi siete piazzati al quarto posto con il pezzo “Un’onda non frena”, siete i vincitori del premio per la migliore autoproduzione del 2010, sempre al Mei, con l’album BOOTLEG – OLIANDO LA MACCHINA Live Tour 2009. Un percorso pieno di soddisfazioni il vostro. Secondo voi cosa vi ha fatto conquistare il pubblico a parte la vostra sottointesa bravura?
Amerigo Verardi: “ A mio modo di vedere due cose fondamentalmente: la prima sono sicuramente le canzoni, perché se non hai dei pezzi validi che attraggono chi ascolta musica non vai da nessuna parte. Il secondo sicuramente lo spirito con cui abbiamo cominciato e continuiamo a fare questo lavoro, nel senso che è cominciato come puro divertimento e continua ad essere tale. È un progetto che va avanti su uno spirito abbastanza libero ed indipendente, in tutti i sensi. Fino a quando riusciamo a mantenere questi tipo di spirito penso che sarà interessante e anche stimolante per chi viene a vederci o per chi ascolterà i nostri dischi.”
Marco Ancona: “Per me la stessa cosa.”
Mi parlate dell’album BOOTLEG – OLIANDO LA MACCHINA Live Tour 2009 ?
Verardi: “ È un’istantanea del nostro concerto. È stato registrato senza preavviso e poi ce l’hanno regalato in pratica, quindi noi non abbiamo fatto altro che mixare questo concerto e trasferirlo sul disco. In qualche modo rimanda allo spirito di cui ti parlavo prima, penso sia una cosa abbastanza fedele di quello che noi facciamo.”
Una curiosità: perché questo titolo?
Verardi: “Tutte le canzoni nuove, che stiamo per infilare in un album studio, hanno come sfondo il disagio che si può provare a vivere in Italia di questi tempi. In qualche modo, però, cerchiamo di vedere le cose da diversi punti di vista, nel senso che da una parte siamo completamente atterriti dallo squallore con cui si porta avanti una politica sociale e culturale in Italia. Dall’altra parte cerchiamo di vedere la cosa da un punto di vista diverso cercando di mettere anche noi stessi in discussione. Non come dei principini che si assurgono a giudicare qualcosa o qualcuno tenendoci fuori, ma essendo anche noi parte di questo sfacelo che vediamo intorno. “Oliare la macchina” in pratica vuol dire cercare di dannarsi l’anima e contemporaneamente accorgersi che non si sta facendo altro che oliare dei meccanismi che sono più grandi di noi, sia che si stia cercando di fare la cosa per il meglio, si che la si fa per il peggio. Forse il concetto è uguale a quello di “Another brick in the wall” dei Pink Floyd: metti su dei mattoni e poi ti rendi conto che quello che stai facendo non è solo una cosa che costruisci per te e per le persone che ami ma, involontariamente, stai dando una mano a persone che in qualche modo ti manovrano.”
Con questo discorso richiami un argomento molto attuale. Sono passati da poco i così detti “Anni zero” caratterizzati da guerre, catastrofi climatiche, crisi economiche e finanziarie, per non parlare poi del discorso che stavi accennando poco fa, sulla situazione politica e sociale italiana. Molti artisti affrontano con la loro musica temi sociali e politici come Il teatro degli orrori e Le luci delle centrale elettrica. Secondo voi la musica può sensibilizzare la gente?
Verardi: “ Credo che non ci siano molte altre cose che possono riuscire a sensibilizzare le persone, in particolare i ragazzi, per me la musica ha questo funzione fondamentale: smuovere delle cose lì dove con le parole non risolvi niente. Neanche con una manifestazione a volte risolvi qualcosa, a volte basta una canzone stupida per collegarti direttamente su una frequenza d’onda che ti fa fare muro contro un dilagare di squallore, di ignoranza, di stupidità anche di un non rendersi conto di quello che sta succedendo e di quello che stanno facendo a questo Paese. Questo è il compito più alto che può avere la musica, è qualcosa che qualsiasi musicista può aspirare a fare. Alla base c’è un piacere di fare la musica che ami, è un discorso molto personale e molto intimo, però penso che sia fondamentale in questo momento che i musicisti, e non solo quelli indipendenti, si occupino di queste questioni. A me farebbe piacere che anche gente che ha un potere un po’ più forte, che fa il nostro stesso lavoro, ma ha come seguito milioni di persone, si impegnasse un po’ di più perché non lo fa quasi mai.”
Come ha fatto ultimamente Carmen Consoli in un video, esponendosi in prima persona, parlando della crisi che ha travolto l’Italia e criticando apertamente Silvio Berlusconi … è stata coraggiosa, perché essendo mediaticamente esposta può attirarsi numerosi dissensi …
Verardi: “ Esatto! È quello che voglio dire io. Mi chiedo quando altri artisti del suo calibro vorranno farlo, quando pensano sia utile farlo? Che senso ha avere un seguito così largo se non passi neanche un messaggio di consapevolezza a queste persone? Che per la maggior parte sono molto giovani e hanno una visione mitizzata dell’artista. Anche Nanni Moretti prima del suo discorso ai dirigenti del PD non aveva avuto molto a che fare con la politica direttamente, però c’è stato un momento in cui ha pensato che era fondamentale farlo e aveva perfettamente ragione!”
Ancona: “Secondo me la musica può sensibilizzare ma di fondo si parte dal gusto personale. È una scelta: qualsiasi artista in un momento storico preciso come questo può aver voglia di farlo ma secondo me non è necessario. Delle volte si capisce solamente dall’atteggiamento di un artista o dal suo approccio alla propria attività e non schiettamente da un testo che scrive.”
Nel 2009 Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, decide di inserire il vostro brano Mano nella Mano nella loro compilation Il Paese è reale che raccoglie il meglio del panorama indipendente italiano. Tra i tanti artisti spiccano anche Il Teatro degli Orrori, Dente, Zen Circus, Marta sui tubi. Avete aperto diverse date del tour degli Afterhours Voglio fare qualche cosa che serva del 2009. Come avete vissuto questa esperienza?
Verardi: “ Pubblicare subito dopo la partecipazione degli Afterhours a Sanremo una compilation, inserendo brani di nuovi artisti indipendenti è stata una scelta molto intelligente. Manuel a volte fa delle cose che sono di un’estrema generosità e contemporaneamente però è una persona molto onesta perché non ha mai negato di avere sempre degli interessi personali nelle cose che fa, aiutando anche un circuito che è intorno agli Afterhours. Sicuramente è stata un’operazione che ha dato molto a questi gruppi, noi compresi, ma ha dato molto anche agli Afterhours. In quel periodo avrebbero dovuto tirare fuori un album, proprio perché era uscito il pezzo di Sanremo, in realtà da una necessità può nascere una buona idea: non avendo un album pronto di canzoni inedite si dovevano inventare qualcosa. Ed è una cosa intelligente e anche molto bella che si inventino qualcosa che coinvolga anche altri musicisti che loro stimano. Magari facessero tutti così! Manuel Agnelli non ha mai perso di vista questo aspetto della faccenda e gli Afterhours non hanno mai perso di vista quello che sono stati all’inizio, non lo hanno mai dimenticato e questo va a loro merito.”
Ancona: “Mentre Amerigo rispondeva pensavo le stesse cose. Viviamo insieme le stesse esperienze quindi non posso rispondere diversamente!”
( Quello di Ancona è un po’ un rimprovero: non avevo pensato che Verardi e Ancona sono una cosa sola, sono come in simbiosi quando creano loro musica e quando raccolgono i frutti del loro lavoro, della loro passione).
Cosa pensate della nuova scena indie italiana? Quali sono gli artisti più interessanti secondo voi?
Ancona: “ Io non li ascolto, però so che ci sono gruppi molto interessanti. Li sento nominare, tipo Il Teatro degli Orrori, altri che hanno vinto con noi varie nomination al Mei … Le luci della centrale elettrica … altri ancora … so che c’è gente valida però non li ascolto.”
Verardi: “ Sono orgoglioso di dire che ho comprato il disco de Il Teatro degli Orrori, “A sangue freddo”, e mi è piaciuto anche molto. Per quello che mi riguarda sono la realtà più interessante che c’è in Italia in questo momento. Per me è importante che un gruppo del genere con quelle tematiche, con quel carisma e con quel modo di esprimere musicalità, fragore, sia arrivato ad un pubblico abbastanza vasto, da permettergli di fare tante date, di vendere tanti dischi, da permettere addirittura a Pierpaolo Capovilla di essere nominato uomo dell’anno da L’Espresso. Questa cosa mi ha fatto pensare che forse qualcosa sta cambiando: una cosa del genere qualche anno fa non sarebbe successa. Forse neanche a Giovanni Lindo Ferretti è successo di essere nominato uomo dell’anno eppure in certi frangenti
sarebbe potuto essere un buon corrispettivo di Capovilla. Loro li vedo un po’ così, come se fossero dei C.S.I. ancora più arrabbiati e al passo con i tempi. Mi piacciono moltissimo.”
Prossimi progetti?
Ancona: “ A parte il tour che si estenderà ancora per quest’anno, siamo in procinto di chiudere il primo album di studio: presto uscirà il vero primo disco. Anche perché è anomala la situazione, il fatto di avere pubblicato come primo album un album live. Forse siamo stati il primo e unico gruppo al mondo o forse ci sarà qualcun altro, ma è una cosa molto rara uscire per la prima volta con un album live. (ride). Secondo me quello che pubblicheremo non si potrà chiamare il secondo album, sarà il primo!”


