(Caterina Sabato) Riso amaro. Terribilmente amaro: Cetto La Qualunque arriva sugli schermi in un momento particolare. Arriva per farci riflettere profondamente su quello che il nostro Paese è diventato. E se volete soltanto ridere e divertirvi sperando di uscire dal Cinema a cuor leggero, bhè, vi conviene scegliere un altro film.
La Qualunque, famoso personaggio di Antonio Albanese, è lo specchio dei nostri tempi, di coloro che, assurgendosi a difensori del bene comune, proclamandosi rappresentanti senza macchia della Giustizia stanno mandando a rotoli un intero Paese, senza più valori, senza più speranze.
Dopo quattro anni di latitanza, Cetto torna a Marina di Sopra in Calabria. Ad aspettarlo c’è la famiglia e gli amici che lo mettono in guardia sulla piega che sta prendendo il loro paese: c’è troppa legalità in giro e per questo La Qualunque viene scelto come il migliore candidato sindaco contro l’onesto De Santis. Da quel momento in poi Cetto si farà una spietata propaganda, gettando fumo negli occhi degli elettori, promettendo benessere (chiù pilu pe tutti) e il raggiungimento di utopie (eliminare le tasse). Senza uno straccio di programma, sempre attorniato da provocanti ragazze (con un corpo da “assessore”, a chi vi fa pensare?), La Qualunque è un personaggio senza scrupoli, insensibile, arrogante e votato solo al profitto e alla bella vita, incurante dei bisognosi (cosa intendo fare per i poveri bisognosi? Na beata minchia!) e delle emergenze del suo paese.
Si può solo sorridere di tutto questo ma con una stretta allo stomaco, perché vediamo proiettata la nostra realtà sullo schermo, perché vediamo nei vuoti personaggi del film i nostri vicini e conoscenti che non aprono gli occhi e si lasciano abbindolare da un Cetto La Qualunque come tanti, sicuramente più spietato e meno simpatico del personaggio di Albanese. Un personaggio che riesce a rendere marcio tutto quello che tocca, a banalizzare i suoi crimini e illegalità, a schiacciare tutto quello che ostacola i suoi piani. Battute esilaranti e personaggi tipizzati rendono il film una satira tagliente della nostra classe politica: loro sono la realtà, noi la fiction.
Regia: Giulio Manfredonia. Cast: Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina.



Concordo plenamento com o que está escrito, belo post