(di Ofelia Colaci) Dopo tre anni dal loro omonimo album d’esordio tornano i Fleet Foxes con “Helplessness Blues” firmato Sub Pop Records. Un album dalle grandi aspettative che non lascia l’amaro in bocca; come nel precedente, si conserva quel tono di ovattata calma riecheggiata dal timbro vocale del gruppo, che intona cori quasi celestiali. “Montezuma” apre il tutto, è la dimostrazione di fedeltà al primo album, la sensazione è quella di essere lentamente trasportati in un lontano Eden, ritmi impregnati di una vena folk, perfettamente in sintonia con la prima voce che rievoca atmosfere blues, sembra quasi di riascoltare un lavoro vecchio stampo, brani come “ The Plains / Bitter Dancer ” e “Bedouin Dress “ sembrano un mix fra Simon & Gurfunkel e Bob Dylan ma, il piacere nell’ascoltare un album dei Fleet Foxes sta nel riconoscere quello sprazzo di invettiva che si palesa in pezzi come ” Helplessness Blues ” e ” Grown Ocean ” . Una dopo l’altra le tracce sorreggono la spina dorsale del sestetto, cambiano leggermente i toni in ” The Shrine ” dove la voce si fa quasi straziante e liberatoria, proprio come un vero e proprio “Helplessness Blues”. Un album composto da 12 brani che non lascia indifferenti chi li ascolta, un suono pulito ed essenziale in grado di scalfire chiunque.
Ritornano i Fleet Foxes con ” Helplessness Blues “
Posted: 23 maggio 2011 by gabrielesenzabavaglio in Senza categoriaEtichette: fleet foxes, helplessness blues, musica, ofelia colaci, sub pop
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