I Cults debuttano con il loro album omonimo

Posted: 9 agosto 2011 by gabrielesenzabavaglio in musica e cinema
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( di Ofelia Colaci ) A presentare l’album è “Abducted” che oltre ad esserne il primo estratto, racchiude nel titolo la spiegazione di ciò che accade asoltandoli per la prima volta. Si viene subito rapiti dal ritmo semplice ed essenziale, dalla voce calda e sottile della cantante Madeline Follin, dall’alternarsi delle due voci, come se si stesse leggendo un libro da due differenti prospettive. Nessun virtuosismo tecnico, tutto ha una struttura semplice, persino i testi, ma, proprio questa semplicità, crea un ambiente che ricorda quello di un fil noir,  ”You Know What I Mean” , “Most Wanted” e”Rave On” sono delle vere e proprie ballate anni ’50. L’intero album segue questa scia, la voce rompe quei tempi che spesso diventano ripetitivi, “Go Outside” , “Oh My God” e “Never Heal Myself” si distanziano più dal resto, tornando su quelle sonorità che “Abducted” aveva preannunciato . Nessun particolare arrangiamento, solo una voce che spesso si riempe di malinconia, caricandosi di un particolare fascino, come in “Bumper”, in cui ritorna a cantare Brian Oblivion, chitarrista e batterista. Un album che continua a seguire l’onda dell’indie americano, anche se più melodico e ritmato, all’altezza delle aspettative partorite dai primi due singoli, sicuramente la lunga lista delle tracce porta alla ripetitività, ma nel complesso resta un disco dal piacevole ascolto.

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